|
MIOSET Dispositivo
endorale standard: approccio funzionale alla terapia dei Disordini Cranio Cervico Mandibolari
( DCCM). MIOSET
è un dispositivo endorale di produzione
industriale, in unica misura,
uguale per tutti, ovvero le sue dimensioni sono quelle che rispondono
alle esigenze della maggior parte dei pazienti. E' un dispositivo
funzionale: determina
una variazione della occlusione e la conseguente azione terapeutica, senza
avere una forma paragonabile a cuspidi e fosse dentali.
Fornisce una dimensione verticale di occlusione (peraltro con alcuni
decimi di millimetro di variabilità) e svincola la mandibola in lateralità
e nel movimento antero posteriore comportandosi come un byte o
una placca di svincolo, con i vantaggi dei dispositivi applicati all'arcata
inferiore (ortotico) che permettono un miglior controllo dei movimenti
della mandibola. MIOSET
è
un dispositivo funzionale endorale standard assimilabile al byte
(ancora oggi è l'apparecchio più utilizzato perchè il più vecchio e quindi
il più conosciuto - difficoltoso per i pazienti da portare perchè ingombrante,
richiede di essere portato 24 ore su 24, con effetti lenti, può essere
necessario da uno a tre anni per avere dei risultati), alla placca di
svincolo (molto utile come approccio per decondizionare il sistema stomatognatico
disturbato, dopo massimo 15 gg. deve essere sostituito con una adeguata
stabilizzazione occlusale) e all'ortottico ( è il più moderno dei
dispositivi ed anche il più efficace, richiede una adeguata cultura e
una costosa strumentazione per progettare una nuova occlusione, in genere
risulta efficace entro l'anno di terapia). Il
termine MIOSET deriva dall'unione del termine
mio = muscolo e della porzione terminale della parola reset come l'analogo
tasto del computer che fa
ripartire il sistema senza
errori di funzionamento: da questo il termine "resettare un sistema". MIOSET
resetta
le funzioni dell'apparato stomatognatico, eliminando, attraverso l'esercizio,
tutti quei disturbi di "funzionamento" che possono determinare l'insorgenza
della patologia o la cura , una volta insorta. Non si muta l'anatomia
della bocca, ma si stimolano i propriocettori per inviare informazioni
al sistema nervoso centrale e quindi agire sul programma neuromotorio
dell'apparato stomatognatico, resettandolo e poi
riprogrammandolo: l'azione è pertanto sui disturbi funzionali (80%
circa della totalità) e non su quelli organici (se non in tempi lunghi).
L'azione di MIOSET non è solo sulla bocca,
ma su tutti quei sistemi che sono ad essa collegati: sistema vestibolare
(vertigini), uditivo (acufeni), complesso recettoriale basi-cervicale
(cefalea muscolotensiva, cervicalgie). Pertanto MIOSET agisce, secondo la teoria dei sottosistemi,
su tutti quei disturbi (cefalea, cervicalgia, acufeni, vertigini) a carico
di sistemi correlati a quello stomatognatico, anche in assenza di un problema
con origine dalla bocca. La teoria dei sottosistemi afferma infatti che
agendo su di un elemento del sistema le conseguenze sono sempre e comunque
a carico di tutti gli altri elementi al fine di raggiungere un nuovo equilibrio
funzionale. La bocca, per la ricchezza di recettori, è una porta di ingresso
preferenziale al sistema neuromuscolare, molto sensibile e reattiva. L'azione
di reset e quindi di riprogrammazione del sistema neuromuscolare deve
avvenire in modo involontario e pertanto la risposta all'uso di MIOSET può variare da individuo
ad individuo. Dopo una prima fase di apprendimento, cosciente, dell'uso
di MIOSET segue quella involontaria, fase
propriamente terapeutica. MIOSET
inizialmente
agisce come una placca di svincolo, dando ampia possibilità di
movimento alla mandibola, e subito dopo, esercita un'azione di stretching
sulla muscolatura masticatoria determinando un rilassamento muscolare
ed una distrazione del condilo dalla fossa glenoidea. MIOSET
ha un costo inferiore ai dispositivi tradizionali sia perchè è
di produzione industriale, sia perchè non è necessario rilevare impronte
delle arcate dentali, nè inviarle al laboratorio odontotecnico, con i
relativi tempi di latenza e nè di dover adattare in bocca il manufatto,
con i relativi costi in termini di tempo, di materiale e di laboratorio. MIOSET
è
composto di materiali termoplastici lavorati in fusione a opportune temperature,
in appositi stampi. La particolare lavorazione
consente di ottenere un prodotto altamente stabile e privo di rischio
allergenico, così come dimostrano le analisi di laboratorio conformi alle
norme CEE. MIOSET è il frutto della Ricerca Universitaria effettuata
all'Università di Torino - Div. Odontostomatologia e Chirurgia MaxilloFacciale
- Ospedale San Luigi - Prof. Vercellino, all'Università di Chieti - Odontostomatologia
- Prof. Piattelli, Prof. Corigliano, Attualmente in sperimentazione all'Università
di Roma.
L'esigenza
di un nuovo dispositivo funzionale era nata come necessità di avere a
disposizione un apparecchio rapidamente disponibile che avesse una azione
sintomatica, anche casuale, nel rilassare la muscolatura contratta cranio-cervico-mandibolare.
Già i prototipi artigianali di MIOSET avevano questa caratteristica
ma, una volta giunti alla qualità della lavorazione industriale (elasticità
differenziata stratificata), ci si è resi conto che l'azione di MIOSET è terapeutica, al pari
di altri dispositivi, se non migliore, sia per la rapidità dei risultati
che per la maggiore efficacia. La
standardizzazione del MIOSET è stata effettuata con
l'analisi statistica delle forme degli archi mandibolari e delle posizioni
terapeutiche craniomandibolari eseguite sia con strumenti elettronici
che meccanici su circa 4000 pazienti per mezzo di una ricerca multicentrica. Altro
elemento di novità del MIOSET
è che non è ancorato ai
denti (e non deve esserlo per avere efficacia) o ad altre strutture.
Infatti solo attraverso i continui microcambiamenti di posizione è possibile
realizzare una rapida ed efficace riprogrammazione neuromotoria dell'ATM
che un dispositivo ancorato non può dare (MIOSET fa fare un esercizio
propriocettivo che è realizzabile proprio perchè non è ancorato). MIOSET
è
mantenuto in posizione grazie alla coordinazione delle guance e della
lingua. Il controllo del dispositivo avviene in tempi brevi, con estrema facilità,
tanto da diventare inconscio, automatico (come i portatori di protesi
totale inferiore che non hanno più ancoraggio osseo: la loro protesi risulta
solo appoggiata alla mucosa mandibolare e si sposta alla minima attivazione
dei muscoli masticatori: eppure riescono a parlare, mangiare, ecc.). Mioset
rimane in posizione perchè si trova in uno spazio chiuso delimitato
in basso ed in alto dai denti, esternamente dalle guance, internamente
dalla lingua, posteriormente dalla branca montante della mandibola e anteriormente
dalle labbra. Durante la fonazione entrano in gioco la gravità e la coordinazione
neuromuscolare. In
genere è necessaria, al massimo,
una settimana di applicazione, anche di una sola ora al giorno,
per avere una ottima coordinazione. Ulteriori
vantaggi di non essere ancorato ai denti sono: nessun danno alle superfici
occlusali, nè per frizione nè per trauma diretto ( anche per la sua elasticità
); maggiore igiene perchè distante dall'attacco gengivo-dentale, evitando
qualsiasi forma di ristagno. INDICAZIONI MIOSET
è
indicato per la Prevenzione
, l' Approccio Sintomatico, la Diagnosi Differenziale e la Terapia dei
Disordini Cranio Cervico Mandibolari (DCCM). PREVENZIONE MIOSET è indicato come mezzo di uso
routinario per tutti i problemi legati all'occlusione, poichè induce
un rilassamento della mm. masticatoria, testimoniato dalla riduzione del
segnale EMG.
L'uso
routinario di MIOSET
è indicato sia perchè le disfunzioni neuromuscolari sono statisticamente
molto frequenti (60% della popolazione, di cui la metà conclamata) sia
perchè i pazienti odontoiatrici subiscono interventi altamente stressanti
per il sistema neuromuscolare cranio-cervico-mandibolare: ·
la
semplice permanenza sulla poltrona odontoiatrica e gli adattamenti posturali
necessari all'effettuazione degli interventi dell'operatore in un ambiete
vissuto dalla maggior parte delle persone come stressante (cervicalgie,
cefalea muscolotensiva) ·
la
permanenza a bocca aperta con mm. masticatoria in allungamento
forzato mentre questa è per la maggior parte deputata a chiudere la bocca;
soprattutto in situazione di stress e di paura (dolore) la reazione naturale è
quella di serrare i denti; menischi dell'ATM in compressione con legamenti
stirati e relativi segnali nocicettivi coinvolgenti l'orecchio interno
(acufeni, vertigini) ·
le
riabilitazioni conservative o protesiche che implicano sempre un
adattamento della dinamica mandibolare ·
l'uso
della porcellana, soprattutto per motivi estetici, ritenuta dai
più altamente traumatizzante sul paradonto fino ad indurre spostamenti
dentali o veri e propri danni parodontali (o fratture delle ceramica o
del ponte stesso). ·
l'ortodonzia
( MIOSET è l'unico presidio che può essere
utilizzato anche in presenza di bande ed attacchi) L'uso
routinario di MIOSET
è altresì indicato: ·
nelle
parodontopatie perchè diminuisce il carico sui denti e sul parodonto
(ad es. in caso di mobilità dei denti anteriori) ·
nelle
protesizzazioni definitive degli impianti perchè l'azione di MIOSET li protegge dal carico ·
nella
ortodonzia per prevenire le dislocazioni meniscali in corso di
terapia fissa e mobile. ·
per
prevenire problemi quando si prevedono lunghe sedute di terapia
a bocca aperta. ·
per
rilassare la muscolatura quando si debbono effettuare delle protesi fisse
o mobili in quanto si rileveranno impronte più precise specie nella
mobile e sarà più attendibile la ricerca della centrica comunque
effettuata ·
nei
soggetti stressati perchè sono pazienti che tendono a stringere i denti
come risposta a queste situazioni e quindi aumentano il carico occlusale
sia come intensità che come durata, senza peraltro arrivare a situazioni
di vero bruxismo, con le conseguenze immaginabili sulle riabilitazioni
odontoiatriche. ·
come
protezione generica del lavoro effettuato dal Dentista. PROTOCOLLO ·
Iniziare
sempre con un periodo di esercizio cosciente, ovvero chiedere al paziente
di portare MIOSET per 30
minuti, due volte al giorno, per una o due settimane chiedendo di non
stringere i denti ma di mantenerlo delicatamente in posizione; non appena
si tende a stringere i denti bisogna riaprire la bocca. Quindi è bene che il paziente si
dedichi solo a portare il MIOSET,
o a fare cose poco impegnative come guardare la televisione o, meglio,
ascoltare musica rilassante. ·
Istruire
il paziente a ritagliarsi nella giornata questi due periodi di mezz'ora
che dedicherà a rilassarsi. ·
Questo
primo approccio con MIOSET
serve ad esercitare il controllo neuromotorio di lingua, guance, denti,
parodonto, labbra per cui diventerà poi una azione involontaria che
permetterà al pz. di portarlo tranquillamente, di parlare e anche di
dormire. ·
Molti
pazienti riescono ad esercitare questo controllo anche in un giorno. ·
Dopo
che si è realizzata una buona coordinazione cambierà la posizione di riposo
mandibolare. Ad ogni deglutizione (da 500 a 2000 volte/dì) si stringeranno
i denti su MIOSET esercitando
spontaneamente la pressione giusta per attivarlo. ·
Se
provoca nausea, suggerire di spostarlo in avanti facendo fuoriuscire il
setto di connessione dalle labbra e/o succhiare insieme una piccola caramella
che provoca salivazione e quindi aumento del numero di deglutizioni. ·
Se
provoca indolenzimento dentale vuol dire che si sono comunque serrati
i denti e quindi non è stato portato correttamente. ·
Se
il pz, quando toglie MIOSET,
ha difficoltà a ritrovare l'occlusione abituale (sente come se si fossero
spostati i denti, sente qualcosa di strano nel chiudere, ha difficoltà
nel mangiare), è normale; vuol dire che si sta ottenendo un ottimo effetto
e che c'è necessità di una occlusione diversa da quella abituale per cui
bisogna fare un uso di MIOSET
anche terapeutico. ·
Se
viene danneggiato entro due mesi d'uso, vuol dire che si sono stretti
troppo i denti. ·
Se
viene danneggiato in tempi brevissimi, o il pz. non ha seguito le istruzioni
o si tratta di un bruxista vero che non riesce ad esercitare un controllo
volontario neanche per poco tempo. Per i bruxisti esiste un MIOSET fatto di materiale idoneo
che può essere richiesto. ·
Per
un uso preventivo o di routine può essere sufficente questo protocollo,
aumentandolo individulamente per potenziare gli effetti fino a due tre
ore, anche intervallate, ma di almeno trenta minuti l'una. ·
Con
il tempo si crea una sorta di accumulo e/o di apprendimento, con un massimo
attorno ai tre mesi di applicazioni scrupolose che permettono poi di portarlo
anche saltuariamente o al bisogno. ·
Dopo
tre mesi circa di questo protocollo si possono sceglire due strade: o
portarlo quasi sempre almeno trenta minuti al giorno, possibilmente ritagliandosi
del tempo per rilassarsi anche con della musica idonea o smettere e riutilizzarlo
nei periodi a rischio, per 20-30 giorni, anche preventivamente (situazioni
di lavoro intenso, di problemi familiari, di stati di stress, nei cambi
di stagione, ecc) RISULTATI Vedi
paragrafo TERAPIA APPROCCIO SINTOMATICO MIOSET,
grazie al costo contenuto, alla pronta disponibilità ed alle controindicazioni
pressochè nulle, permette di esercitare una terapia sintomatica dei DCCM
senza necessità di approfondite conoscenze gnatologiche o di strumentazioni
sofisticate (si consiglia sempre l'uso di una radiografia panoramica dentale
o altra radiografia per escludere evidenti problemi organici che richiedano,
dapprima le opportune terapie e poi il MIOSET, per la componente funzionale),
semplicemente seguendo il protocollo e la evoluzione della sintomatologia. La
definizione DCCM
ci sembra la più estensiva per racchiudere tutta quella serie di disturbi,
variamente classificati, che possono trarre beneficio dalla terapia odontoiatrica
e, nella fattispecie, da MIOSET, sia perchè dipendenti dall'apparato
stomatognatico, sia perchè la bocca diventa un bersaglio delle patologie funzionali
extraorali ( cefalea, cervicalgia, ecc), sia perchè attraverso l'occlusione
possiamo indurre delle modificazioni nell'apparato neuromuscolare del
paziente anche in sottosistemi lontani dalla bocca. L'approccio
sintomatico è utile soprattutto perchè il paziente può poi essere facilmente
motivato a terapie definitive che possono risolvergli il problema, dal
momento che gli è stata evidenziata la connessione dei suoi problemi con
l'occlusione. Si
userà
MIOSET: ·
nei
problemi articolari dell'ATM, nei rumori articolari, sia meniscali
che scrosci ossei anche determinati da incoordinazione muscolare. ·
nelle
alterazioni della dinamica mandibolare ( deviazioni laterali
della mandibola in apertura o chiusura). ·
nel
dolore ATM o dei muscoli masticatori (si ricordino i temporali
anteriori) spontaneo o provocato. ·
nel
blocco mandibolare in chiusura come intervento d'urgenza ·
nel
blocco mandibolare in apertura (ovviamente dopo riduzione) ·
nel
sospetto di precontatti e/o interferenze ·
nelle
cervicalgie specialmente dei giovani e delle donne: è molto semplice
palpare i punti cervicali dolenti (trigger point) semplicemente portando
la poltrona in orizzontale, togliendo il poggiatesta, sorreggendo la
nuca del pz con una mano e palpando con i polpastrelli di indice e medio
dell'altra mano i muscoli paravertebrali; se ci sono trigger point
si apprezzeranno noduli anche molto dolenti alla palpazione;
si evidenziano cordoni dolenti anche in persone che dicono di
non avere mai sofferto di dolori cervicali, sono punti latenti che possono
comunque scatenare in situazioni di stress la sintomatologia dolorosa.
·
nei
raddrizzamenti o inversioni della curva del rachide cervicale. ·
nella
cefalea muscolotensiva, in cui il dolore è da ricondurre alla
contrattura muscolare. Nella
origine cervicale di tale cefalea il dolore può essere mono o bilaterale,
frontale con localizzazione sopra al sopracciglio, parietale, nucale,
occipitale nel mezzo della sutura anche sotto forma di forte prurito. ·
nelle
cervicobrachialgie per interessamento dei metameri cervicali
bassi caratterizzate da dolore al braccio, formicolio alle dita. ·
nelle
vertigini e negli acufeni, dove i disturbi di coordinazione
mandibolare (specialmente le rotazioni mandibolari) portano il condilo
ad esercitare una azione meccanica sul fascio vascolonervoso dell'orecchio
interno. Secondo alcuni
autori è reperibile con frequenza un legamento che collega condilo e
martello che potrebbe intervenire su questo tipo di problemi e spiegare
quelle segnalazioni di casi in cui la terapia dei DCCM ha portato ad
un recupero uditivo, rilevato dalle audiometrie. ·
E'
indispensabile utilizzarlo ogni qualvolta che vogliamo intervenire sulla
bocca con protesi, ortodonzia o molaggio selettivo per risolvere uno
di questi problemi, perchè ci permette di provare se otterremo dei risultati,
prima di fare interventi irreversibili. PROTOCOLLO ·
Se
non c'è urgenza , iniziare con un periodo di assuefazione di
sette - quindici giorni (come per la prevenzione). ·
Se
c'è urgenza, iniziare
con due o tre applicazioni di mezz'ora il primo giorno e poi aumentare
gradatamente fino a sette - otto ore nella prima settimana. ·
In
caso di blocco articolare in chiusura, iniziare subito tutto il giorno
per due tre giorni e poi giorno e notte. Da
questo punto il protocollo cambia a seconda del tipo di problema: ·
Nei
problemi articolari, iniziare l'applicazione anche notturna per
arrivare nel giro di un'altra settimana a giorno e notte, togliendolo
solo per mangiare ( nelle istruzioni del prodotto si dice di non portarlo
di notte perchè vogliamo riservare tale opportunità alla discrezione
del medico, scoraggiando il pz da autoprescrizioni che potrebbero essere
immotivate). Non c'è pericolo
di ingoiare MIOSET, a meno
che non siano stati assunti tranquillanti o alcolici o droghe in quantità
tale da determinare un grave ottundimento dei riflessi. L'unica evenienza è che venga sputato
fuori dalla bocca e che il paziente lo trovi al mattino sul cuscino,
in tal caso non sapremo quanto tempo è stato applicato e se ciò si ripete
per oltre una settimana abbiamo due possibilità: o verificare se è sufficente
portarlo di giorno per avere degli effetti o applicare di notte un ortottico
e di giorno MIOSET. Dopo un periodo variabile, in genere
non superiore a tre mesi (in rari casi sei mesi), i problemi articolari
saranno risolti o fortemente ridimensionati. ·
Nei
problemi di origine muscolare (dolore, cefalea muscolotensiva,
cervicalgie, ecc.) sono sufficenti da quattro ad otto ore al giorno,
anche frammentate, ma di almeno trenta minuti l'una oppure la sola applicazione
notturna. Tuttavia, in
base alle indicazioni del pz, potremo variare notevolmente il tempo
di applicazione estendendolo anche a 24 ore al giorno (salvo durante
i pasti), ma con un minimo di quattro ore circa. Dopo circa tre mesi, si può ridurre
ad una situazione di mantenimento, anche saltuaria, con un minimo di
trenta minuti, oppure, interrompere e riutilizzarlo al bisogno o come
prevenzione delle cause scatenanti.
Cefalea e cervicalgia possono non essere risolti totalmente dall'uso
di MIOSET, tuttavia, si
ha in genere una diminuzione netta della intensità e della frequenza
dei disturbi, con notevole diminuzione dell'uso di farmaci che questi
pz usano abitualmente. ·
Nel
caso di blocco, dopo pochi giorni aumenta rapidamente l'apertura
della bocca e, spesso, compaiono o ricompaiono rumori meniscali, anche
molto forti, dovuti al fatto che il menisco incarcerato torna ad essere
libero ed, almeno inizialmente, ritorna in posizione e si ridisloca
ad ogni apertura e chiusura. Dopo
circa quindici giorni, si potrà seguire il protocollo dei problemi articolari.
Se non iniziamo la terapia del blocco o il pz viene alla nostra
osservazione tardivamente, si verifica che la bocca torna comunque a
riaprirsi, più o meno normalmente, a scapito del menisco che viene sempre
più compresso dal condilo; a
questo punto la nostra terapia con MIOSET
(o Byte od Ortottico), liberando il menisco, può provocare temporaneamente
intralcio al condilo con nuova riduzione di apertura che dura qualche
giorno; ma è normale, perchè a volte facciamo ripercorrere all'indietro
la dinamica della situazione che ha determinato il blocco ( più frequentemente
il menisco viene ricatturato senza problemi). ·
Nel
caso di precontatti o interferenze, sarà sufficiente il periodo
di assuefazione per evidenziarli a noi e soprattutto al paziente che
ci darà valide indicazioni. Se
non sarà sufficente si possono aumentare i tempi di applicazione (è
preferibile che il paziente arrivi alla seduta di ricerca dei precontatti
con MIOSET in bocca, dopo
averlo portato almeno trenta minuti). ·
Nei
problemi otorino, si farà un periodo di assuefazione, seguito
da applicazione notturna per una settimana e poi giorno e notte. Le Vertigini richiederanno un uso
per almeno sei mesi, anche se si avranno risultati ottimi al massimo
dopo tre mesi. Gli acufeni
scompariranno rapidamente per lo più entro un mese, altrimenti, o non
è stato applicato correttamente il protocollo o sarà bene riavviarlo
allo specialista otorino. ·
In
linea generale riteniamo che al massimo entro quindici giorni ci debba
essere l'assuefazione del pz all'uso di MIOSET; dopo un massimo di tre mesi si devono
ottenere risultati apprezzabili. Molto spesso si hanno remissioni
sintomatologiche improvvise e anche complete già alle prime applicazioni,
se non proprio alla prima; ma
non abbiamo elementi per prevederle.
Influisce a favore, la giovane età e un apparato neuromuscolare
integro, come quello degli atleti. RISULTATI Vedi
paragrafo TERAPIA DIAGNOSI DIFFERENZIALE I
DCCM sono di pertinenza plurispecialistica e i relativi sintomi
portano i pz di volta in volta dal fisiatra, dall'ortopedico, dal chiropratico,
dall'otorino, dall'oculista, dal psicoterapeuta, dal neurologo o dal dentista. MIOSET
permette una diagnosi differenziale rapida, economica, senza interessare
il metabolismo (farmaci), senza determinare alterazioni anatomiche irreversibili. PROTOCOLLO Dopo
un periodo di assuefazione di sette - quindici giorni, si aumenta il
tempo di applicazione come descritto nell'approccio sintomatico e si
tirano le somme dopo altri quindici - venti giorni (al massimo dopo
tre mesi). A questo punto se i risultati non
sono apprezzabili si invia il pz ad altro specialista o, se i risultati
sono parziali, si aggiunge la terapia degli altri specialista. In genere si inizia con la fisioterapia
e con le manipolazioni, poi si fa indagare la sfera nutrizionale ed
in fine, quella psichica. TERAPIA MIOSET
è indicato nella terapia dei DCCM (RISULTATI: in 15 gg il 32% risultato buono,
51% sufficiente; in 30 gg 38% buono, 39% sufficiente; in 90 gg 54% buono,
26% sufficiente; in 180 gg 61% buono, 20% sufficiente), nella incoordinazione
condilo-meniscale, nella dislocazione meniscale (RISULTATI: in 15 gg 15% buono, 26% sufficiente,
in 30 gg 21% buono, 28% sufficiente; in 90 gg 44% buono, 21% sufficiente;
in 180 gg 51% buono, 18% sufficiente), nella incoordinazione neuromuscolare
della muscolatura masticatoria e cervicale (RISULTATI: in 15 gg 69% buono, 21% sufficiente,
in 30 gg 81% buono, 8% sufficiente; in 90 gg 89% buono, 4% sufficiente;
in 180 gg analoghe percentuali), nel blocco dell'ATM (RISULTATI:
in 15 gg 44% buono, 48% sufficiente; in 30 gg 69% buono, 22% sufficiente,
in 90 gg 92% buono, 4% sufficiente, in 180 gg percentauli analoghe),
nel dolore dell'ATM (RISULTATI:
in 15 gg 50% buono, 12% sufficiente; in
30 gg 51% buono 12% sufficiente; in 90 gg 56% buono, 8% sufficiente;
in 180 gg 58% buono, 7% sufficiente), nelle cefalee muscolotensive
(RISULTATI: in 15 gg 43% buono,
26% sufficiente; in 30 gg 52%, 9% sufficienti, a 90 e 180 gg percentuali analoghe),
nelle cervicalgie (RISULTATI: in 15 gg 62 buono, 14 % sufficiente; in 30
gg 64% buono, 12% sufficiente;
in 90 gg 68% buono, 5% sufficiente, a 180 gg percentuali analoghe),
nelle vertigini (RISULTATI: in 15 gg 12% buono,
23% sufficiente; in 30 gg 13% buono ,25% sufficiente; in 90 gg 21% buono,
16% sufficiente; in 180gg 28% buono, 7% sufficiente), negli acufeni
(RISULTATI: in 15 gg
22% buono, 2% sufficiente; in 30 gg 28% buono, 4% sufficiente; in 90
e 180 gg percentuali analoghe), nella tensione da stress (RISULTATI: in 15 gg 85% buono,
12% sufficiente; in 30gg 89% buono, 7% sufficiente; in 90 e 180 gg percentuali
analoghe). Nei
pazienti ortodontici è principalmente indicato per la ricattura
del menisco in caso di accidentale dislocazione (click che compare
in corso di terapia ortodontica) (RISULTATI: ricattuta in 15gg nel
65% dei casi, in 60 gg nel 31% dei casi). E' altresì indicato per la
ricerca della linea mediana e per l'evidenziamento delle laterodeviazioni;
per l'effetto byte nei cross apparenti e reali, per la terapia muscolare
in ortodonzia fissa, per evitare il succhiamento del pollice, nei raddrizzamenti
della curva cervicale (che danno spesso cefalea e cervicalgia anche
nei bambini). Sugli
sportivi
Mioset
può essere usato per aumentare il reclutamento dei fasci muscolari, per aumentare il potenziamento muscolare,
per aumentare l'ampiezza articolare dei movimenti, per migliorare la coordinazione
motoria e come anti stress (sperimentato su calciatori di livello mondiale,
pugili campioni del mondo, piloti di formula 1, arbitri, ciclisti, ecc.) PROTOCOLLO ·
Sempre
indicato un periodo di assuefazione più o meno breve (massimo 15 gg.) ·
Secondo
periodo di intensificazione d'uso (altri 15 gg.) ·
Terzo
periodo di uso intenso ( da 15 gg. a due - tre mesi) ·
Valutazione
dei risultati Dopodichè
o si avvia il paziente ad una terapia definitiva tramite protesi, ortodonzia
o molaggio, o si prosegue la terapia per altri tre mesi eventualmente
aggiungendo delle terapie di supporto come manipolazioni cervicali e/o
fisioterapia. Dopo
un totale di sei mesi in genere si giunge ai massimi risultati ottenibili
che è bene stabilizzare con una terapia definitiva.
MECCANISMO D'AZIONE Inizialmente MIOSET si comporta come una placca
di svincolo, cancellando i riferimenti della occlusione abituale e,
soprattutto, creando un'allerta per il cervello prima dell'impatto occlusale
(rapidissima azione sul dolore da contrattura muscolare). Il
cervello apprende rapidamente questa informazione e poi, anche in assenza
di MIOSET, rallenta la forza
di impatto. Ogni
volta che si ha una pressione su MIOSET (la più efficace è quella
della deglutizione) si esercita uno stretching della muscolatura masticatoria
con conseguente rilassamento della stessa (riduzione del segnale EMG). A
livello articolare questa azione si estrinseca come riduzione della
compressione articolare ( riduzione degli sfregamenti ) e distrazione
del condilo che favorisce la ricattura del menisco. Tutte
queste azioni fanno si che la mandibola sia libera di eseguire la dinamica
che è più congeniale all'anatomia neuromuscolare ed osteoarticolare,
ricreando uno schema motorio più efficace. Continuando
a portare MIOSET, il nuovo schema motorio viene appreso
dal cervello e resta in memoria anche quando lo si toglie. A
questo punto bisogna effettuare le modifiche terapeutiche definitive
necessarie. Non
può essere esclusa una certa azione placebo che, rafforzando sia l'azione
terapeutica che la motivazione del paziente, è utile. CONTROINDICAZIONI ·
L'assenza
di uno o più quadranti dentali: è indicato riabilitarli provvisoriamente. ·
Il
bruxismo vero, per il quale esiste una versione apposita del MIOSET.
MIOSET
PROTOCOLLI OPERATIVI 1°
Settimana :
adattamento
al Mioset Si
applica il Mioset un' ora al giorno per i primi due giorni, dal terzo
giorno in poi se ne incrementa l'uso fino ad un massimo di 5 ore. Si consiglia
di utilizzarlo seduti e comunque in condizioni di rilassamento e tranquillità. In
questa situazione è più semplice adattarsi e ad imparare non mordere il
Mioset ed a concentrarsi sull'effetto terapeutico. 2°
Settimana
:
da questo momento l'uso del Mioset è differenziato in base al tipo di
patologia.
1)
GNATOLOGIA a)SINDROMI
ALGICO DISFUNZIONALI DELL'ATM: Si
consiglia di portare il Mioset per un intervallo di tempo compreso tra
le 14 e le 18 ore giornaliere. L'applicazione
del Mioset può non essere continuativa e si possono utilizzare le ore
notturne. Dalla
seconda settimana al terzo mese di terapia articolare è sufficeinte utilizzare
il Mioset per 14 ore giornaliere. Normalmente il questo periodo la simptonatologia
regredisce. MANTENIMENTO:
notturno
per circa tre mesi, diurno 2-3 ore per tre-quattro mesi. dopo
che la patologia è stata risolta si può o finalizzare il paziente se devono
essere cambiati gli schemi occlusali oppure continuare a mantenerlo.mantenerlo
a)PROBLEMI
MUSCOLARI: Contratture
/ Cervicalgie ->acute:
terapia ATM + manipolazione
->croniche:applicazione
notturne più 2 ore
durante
il giorno Tempo
di terapia : compreso
tra 15 gg e tre mesi Tempo
di mantenimento:2/3
ore die. Intensivare l'applicazione durante i cambi di stagione o se si
manifesta una recidiva temporanea. 2)
USO CLINICO: a)
Decondizionatore per registrazioni intra ed extra orali b)
Protezione delle protesi definitive (occlusioni
in ceramica) c)
Ricerca dei precontatti 3)
ORTODONZIA: a)
ricerca della linea mediana ed evidenziamento delle latero deviazioni. b)
effetto bite pre cross apparenti e reali c)
terapia muscolare in ortodonzia fissa d)
prevenzione dislocazioni discali e)
evitare il succhiamento del pollice f)
elevare la postura della lingua (posizionadola
sulla connessione) g)
terapia della cervicale e della cefalea da postura errata 4)IMPLANTOLOGIA Protezione
da stress occlusali 5)
PARODONTOLOGIA Protezione
da stress e sovraccarico 6)
PSICOLOGIA a) tensioni da stress b)cefalee c)stati
d'ansia d)ulcera
gastrica e gastroduodenale 7)
OCULISTICA a)accomodamento
b)convergenza 8)
OTORINOLARINGOIATRIA a)vertigini b)acufeni c)otodinie d)ipoacusie e)tracheiti
/ faringiti da correzione posturale f)antistress
(nei cantanti prima delle esibizioni) 9)
NEUROLOGIA a)cefalea
muscolotensiva b)cefalea
vasomotoria c)cefalea
mista 10)
ORTOPEDIA/FISIATRIA a)postura b)cervicalgie c)cervicobrachialgie d)correzione
dell'appoggio plantare e)cefalee f)vertigini g)acufeni 11)
KIROPRATICA a)postura b)cervicalgie c)cervicobrachialgie d)correzione
dell'appoggio plantare e)cefalee f)vertigini g)acufeni h)lombalgie 12)
CENTRI CEFALEE a)diminuzione
della componente vasomotoria b)diminuzione
dello stress 13)
KINESIOLOGIA 14)
MAL DI MARE/AEREO/KINETOSI 15)
PROFESSIONISTI DEL VOLANTE a)autisti b)piloti c)tassisti d)forze
dell'ordine 16)
SPORTIVI: a)potenziamento
muscolare b)flessibilità
articolare c)reclutamento
fasci muscolari d)anti
stress 17)
VETERINARIA EQUINA a)correzione
l'appiombo b)prevenzione
e / o terapia delle contratture (trottatori) c)scioltezza
del gesto atletico (trottatori, saltatori) d)miglioramento
della forza esplosiva (galoppatori) 18)
GINECOLOGIA a)miglioramento
curve fisiologiche - influenza sul parto |